Artribune - Messaggi dalla quarantena

13 Maggio 2020

"Messaggi dalla quarantena" è una rubrica curata da Mercedes Auteri per Artribune, incentrata sugli artisti in rapporto a questi giorni di quarantena forzata a causa del Covid-19:

In questi giorni di clausura in cui l'hortus conclusus della nostra casa è stato l'unico orizzonte possibile, Artribune ha pensato a un modo nuovo di raccontare il presente attraverso le opere di artisti contemporanei che, in passato o nel presente, si sono dedicati ad alcuni temi esistenziali ricorrenti nella vita di ciascuno. Per scoprire che quelle opere di ieri parlano di noi come siamo oggi e che molte opere di oggi parleranno di noi come saremo domani. Per affidarci al potere visionario e catartico dell'arte anche in questi mesi difficili fatti di assenza, trauma, desiderio dell'altro lontano, riscoperta della nostra zona di conforto – a tratti divenuta sconfortante – e degli oggetti inanimati che ci abitano e che abitiamo, del tempo perduto e ritrovato, del risveglio della natura, del grande bisogno di cambiamento.

Segnalo il quinto capitolo di questa rubrica, con Giacomo Rizzo, Danilo Torre, Filippo La Vaccara e Daniele Cascone.

Messaggi dalla quarantena #5. Il cambiamento, lo spirituale, il mondo che verrà

Dopo un evento così sconvolgente, cosa succederà? Molto spesso in questi giorni ci si rivolge alla scienza, alla religione, a riflessioni individuali e collettive su quello che accadrà "dopo". Noi ci appelliamo all'arte e la quinta puntata della nostra rubrica la dedichiamo al mondo che verrà. Tanti artisti hanno provato a immaginare il futuro prossimo, hanno ispirato ad altri una visione o un cambio di rotta, hanno affrontato il tema della rivoluzione, dell'evoluzione, dello spirituale nell'arte. Lao Gabrielli lo inscrive dentro ai suoi mandala e alle sue geometrie. Giacomo Rizzo lo cristallizza nelle sue sculture. Danilo Torre lo proietta come monito sulla città distopica. Filippo La Vaccara lo ascolta dentro alle sue creature animali. Daniele Cascone nella memoria dei nostri anziani ‒ che in questi giorni abbiamo visto cadere come foglie d'un autunno fuori stagione ‒ e di un ritorno a noi, alle origini, oltre la maschera, per una nuova evoluzione della specie.

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