Body Metamorphosis

Collettiva di Edoardo Belinci, Matteo Bosi, Daniele Cascone, Francesco D’Isa, Andrea Morales, Emanuele Napolitano, Salvo Severino e Zaelia Bishop.
A cura di Micol Di Veroli

SCZERODUE Arte Contemporanea
Piazza de’ Ricci 127/128 - ROMA
Contatti: 06 68806377 - 339 8467653 - info@sc02.it - micoldv@hotmail.com

Vernissage: 14 Luglio, ore 18:30 - Ingresso libero
Finisce il 18 Settembre 2005
Orario: dalle 15:30 alle 20:30 - Di mattina solo su prenotazione.

Body Metamorphosis

Body Metamorphosis
[L'immagine sopra è di Francesco D'Isa]

"cominciate a rendervi conto che è possibile trasportare il tessuto da una parte all'altra di uno stesso individuo o da un individuo ad un altro alterando il suo metodo di sviluppo, cambiandolo nella sua più intima struttura?"
da L'isola del dottor Moreau, H. G. Wells

Trasfigurare l'ego e la forma ai limiti di ogni immaginazione, superare limiti strutturali ed andare oltre la familiare architettura biologica. Sostituirsi al padre di tutte le cose e plasmare nuove, affascinanti realtà. Questo è Body Metamorphosis, un percorso artistico ad alto impatto emotivo che offre allo spettatore la ricercata eleganza di un messaggio estremamente personale, secondo il quale per trasformare non c'è bisogno di ricorrere a dimensioni oniriche ma è sufficiente guardare all'interno di ogni singola forma per accorgersi che la realtà tangibile è il fondamento del sogno e della mutazione stessa.

Il concetto della metamorfosi, oltre ad essere parte integrante del ciclo vitale di ogni essere umano, ha nei secoli affascinato schiere di illustri artisti.
Le divinità elleniche in continua trasformazione sono sicuramente prodromi dell'immondo insetto di Franz kafka, del camaleontico Dr. Jekyll in reciproca lotta con Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson e del moderno prometeo di Mary Shelley. Fantasie del cambiamento di forma vengono accarezzate anche dalla cinematografia moderna, dalla mosca umana de l'esperimento del dottor K di Kurt Neumann, alle inquietanti escrescenze tumorali del Videodrome di David Cronemberg, agli ammassi antropomorfi del Society di Brian Yuzna.
Il mondo della pittura come massima espressione dell'immagine non ha saputo resistere al fascino della manipolazione organica, basti pensare agli ibridi di Bosch, gli uomini ortaggio di Arcimboldi, le invenzioni surreali di Magritte e Dalì, le sperimentazioni concettuali di Picasso, le futuristiche deformazioni di Giger e i montaggi fotografici di John Heartfield.

Questa inesauribile fonte di simboli ed immagini è un vero e proprio punto di partenza per gli artisti di Body Metamorphosis. Essi ci offrono inquietanti visioni figlie di deformazioni anatomiche. Organiche fusioni che stravolgono forme di uomini, di animali o cose mutandoli in inusitate e sconvolgenti strutture, nell'ambito di una rappresentazione digitale alchemica e morbosa. Tali manipolazioni nascondono un bisogno spirituale di cambiare la struttura del corpo umano per scoprirne i suoi più intimi segreti fin nei meandri più oscuri della sua complicata psiche. Indagare nell'intimo delle cose in una pervicace e meravigliosa ricerca del segreto celato nelle consuetudini delle nostre rassicuranti sembianze.

Ogni opera presentata è caratterizzata da una vena artistica sublime e al tempo stesso corrotta che seduce lo spettatore con la sua danza di forme e la sua nera sensualità.
L'uomo tramite moderne mani elettroniche ci appare come un inverecondo agglomerato di membra, un involucro, una crisalide in trasformazione che si staglia nel suo impassibile silenzio cageano innanzi ai nostri occhi per mostrare la mobilità impalpabile di quella sostanza così solida e fragile allo stesso tempo quale è il corpo.

L'uomo e la sua materia sono i protagonisti di queste composizioni, una materia votata non solo ad occupare spazio ma ad irrompere in esso avviluppandolo di suadenti colori dalle note morbide, modulate da luci soffuse che caricano le opere di intensa drammaticità.

Body Metamorphosis è quindi un esempio di sintesi fisica e filosofica tra concezioni inconciliabili tra loro, una sorta di sincretismo digitale. Le immagini presentate sono il frutto di una fusione armonica di forme e corpi dal vago sapore surreale che germinano nella mente di chi le guarda dando vita a nuove meravigliose emozioni.

Testo critico di Micol Di Veroli

Foto

Foto mostra